Perché l’IA come arbitro: questo è un esperimento che lanciamo oggi, 31 ottobre 2025, e che spiegheremo volta per volta nei suoi sviluppi: un’iniziativa apparentemente perversa, una provocazione se volete, ma che ha le sue motivazioni: l’IA entra di prepotenza in uno scenario dell’informazione già fortemente degradato…
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Inutile spiegare qui le complesse dinamiche che hanno portato alla situazione attuale. Ci limitiamo a elencare alcuni fattori:
– concentrazione della proprietà e desertificazione mediatica
– pressione delle piattaforme digitali e allontanamento delle fasce giovanili dall’informazione « mainstream »
– riduzione delle entrate pubblicitarie
Le politiche governative di supporto ai media – dalle quali le testate tradizionali dipendono in larga misura – tendono a favorire la diffusione rispetto alla qualità e prevedono sempre più spesso il requisito della testata on line, che spesso si riduce a una versione « light » dello stampato, con però la caratteristica aggiuntiva dell’inseguimento, della ricerca sempre più determinante dei temi che « fanno tendenza ». Dinamiche che portano spesso, e quasi inevitabilmente, a contaminare anche la versione stampata. Tagli di personale e pressione per il « ringiovanimento » delle redazioni (=> stipendi più bassi ma minore esperienza), aumento dei carichi di lavoro sono conseguenze inevitabili.
I giornalisti si trovano ora ad affrontare una lotta costante contro « pseudo-giornalisti », professionalmente meno formati e spesso meno attenti agli obblighi etico-deontologici della professione. Una concorrenza che non avrebbe ragion d’essere se gli uni si attenessero all’informazione e gli altri al commento ed eventualmente alla polemica. Ma la commistione è ormai acquisita, la reputazione dei giornalisti e delle testate si è notevolmente ridotta negli ultimi anni e già ora negli USA, in molti paesi asiatici, in Brasile, un’ampia maggioranza degli under-35 dichiara di informarsi prioritariamente sulle piattaforme digitali. Che sono la principale fonte di informazione anche per molti in Europa, benché il fenomeno non abbia ancora assunto quelle dimensioni.
L’ultimo passo – dopo l’ormai acquisita e diffusa modalità del click-baiting – è l’apparizione di testate (benché non ufficialmente registrate come testate giornalistiche) dal contenuto interamente o quasi interamente generato da Intelligenza Artificiale. Il Foglio ha provato a fare una cosa più interessante – abbiamo ampiamente parlato del loro esperimento su questo sito – con contenuto generato da IA ma sulla base di un prompting accuratamente studiato ex ante e verificato ex post. Le testate cui mi riferisco qui sono altre, quelle che serializzano la produzioni di contenuti per fare massa, non hanno fonti proprie né servizi esterni di informazione, si limitano a incaricare l’IA di creare contenuto spesso anche falso. Dalle storielle farlocche su gatti che assaltano il leone per difendere l’amico umano siamo passati a storie altrettanto inventate di buone azioni « che hanno commosso il mondo » attribuite a personaggi famosi. Articoli che hanno solitamente toni positivi per dare l’impressione di non creare danni, ma contribuiscono sempre più allo smarrimento collettivo e alla dissociazione dall’idea di verità ricostruibile per fonti anziché per adesione.
In tutto questo, la nostra provocazione va letta come un atto di resistenza: l’IA ha grossi limiti allo stato attuale, l’uso che se ne fa sempre più spesso comporta danni gravi soprattutto in prospettiva. Ma l’IA, come ogni veleno, può anche essere medicina: dipende dal dosaggio, dipende da come la si usa. Un’IA come ChatGpt conosce le regole dell’informazione, sa nella gran parte dei casi distinguere un articolo corretto da una fake, è a conoscenza della deontologia giornalistica che può applicare all’esame di articoli. Tende ad avere un bias moderato, che è legato al settaggio prudente dei suoi filtri.
Parte quindi oggi il nostro esperimento di valutazione degli articoli da parte dell’IA. Usiamo OpenAI (ChatGpt), e l’estrazione del testo è limitata – trova gli articoli nei feed rss delle prime testate che abbiamo inserito, ne aggiungeremo altre in seguito. Il risultato non è necessariamente credibile, per ora. Procederemo ad aggiustamenti volta per volta. L’IA valuta diversi parametri, attribuendo un voto per ciascuno e poi una media totale per l’articolo. Abbiamo chiesto giudizi non sommari, argomentati. E solo la parte critica: niente elogi (perché l’IA spesso ama troppo l’elogio). Quando una testata avrà superato i tre articoli valutati entrerà nella classifica per testate.
Abbiamo aggiunto la possibilità dell’intervento umano, che verrà chiaramente indicato e sarà in forma di commento. Non tutte le pagelle saranno riviste da un giornalista. Ma quando capiterà, il professionista sarà d’accordo con l’IA oppure scriverà un commento in cui esprimerà il suo dissenso. Successivamente, aggiungeremo i commenti e le valutazioni dei lettori. Lo scopo? Creare un dibattito sulla qualità dell’informazione. Nel nostro piccolo, con la speranza di contribuire a qualcosa di interessante e – speriamo – utile.
Diario di bordo – primo giorno: non vanno prese sul serio le prime pagelle pubblicate finora – le cancelleremo in seguito, ora restano per far capire ai lettori i difetti dell’operazione -. La valutazione dà per mancanti elementi fondamentali d’informazione negli articoli, ma lo fa valutando anche dei semplici teaser. Il giudizio quindi sarà pesantemente negativo, ma non corrisponde a quello che può farsi il lettore leggendo l’intero articolo… (clicca sulla freccetta per continuare a leggere)
/(giorno 1 – continua) … Ora aggiungiamo filtri appositi per rimediare almeno parzialmente al problema. Abbiamo risolto il problema scartando teaser e paywall. Questo potrebbe escludere completamente alcune testate dalla valutazione. In compenso abbiamo aggiunto diverse testate estere, in modo da allargare l’orizzonte. Vedremo domani se funziona correttamente. Altro problema che è emerso: vengono analizzati automaticamente tutte le tipologie di articoli proposti nei feed, e quando capita il publi-reportage o il commento o la risposta ai lettori evidentemente il giudizio non tiene conto della diversa tipologia d’articolo. D’altra parte, sta alle testate proporre nei feed solo veri articoli. Sicché consideriamo per ora irrilevante o scarsamente rilevante questo aspetto. Il rischio però è che il sistema, trovando più facilità d’accesso a questo tipo d’articoli, finisca per avere un’eccessiva preponderanza del genere « extra-light » o « semi-ad ». Valuteremo nei prossimi giorni ed eventualmente circoscriveremo i feed di riferimento. Conferma: la classifica per testate per ora non ha senso. La lasciamo per pura curiosità, ma quando avremo raggiunto una discreta affidabilità cancelleremo queste prime valutazioni e ripartiremo da 0.
Giorno 2: Stiamo per installare una nuova versione. Abbiamo aggiunto categorie, più testate internazionali, limiti di valutazione giornaliera per testata, classifiche settimanali e ponderazione dei criteri adattata alle categorie degli articoli. Dobbiamo solo procedere ai settaggi e agli ultimi test. Se tutto va bene, la pagella torna domani. A conclusione della fase di test cancelleremo tutte le valutazioni effettuate fino a quel momento e ripartiremo da zero, in modo da garantire uguale trattamento a tutti.
Giorno 3: Inserite più testate internazionali e fissati tetti per testata in modo da evitare la sovrabbondanza dei feed che hanno accesso più facile. Abbiamo inserito anche nuovi criteri e una loro ponderazione diversificata per categoria d’articolo. Vediamo se nelle prossime ore tutto funziona correttamente, poi vi spiegheremo esattamente i criteri che abbiamo adottato (e che potremmo ancora modificare in caso di squilibri evidenti). Non c’è per ora l’intervento umano in termini di commento in dissenso dalla valutazione dell’IA: siamo ancora in fase sperimentale e sarebbe solo uno spreco di tempo. NB. Le pagine valutate finora restano attive come termini di confronto, ma quando avremo raggiunto i giusti equilibri verrà tutto cancellato e si partirà sul serio.
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