Informazione, responsabilità e l’inciampo di Macron

E’ lecito per un governante pretendere dai giornalisti il rispetto delle priorità del governo, quando è impegnato in delicate operazioni di diplomazia internazionale? O, per vederla da un altro punto di vista: se un giornalista viene a sapere qualcosa di importante e può far danni divulgandola, deve pubblicare?

Naturalmente una notizia può far danni sempre: per esempio se si parla di corruzione, ne viene danneggiato non solo il corruttore o il corrotto, ma anche un contesto che ne può venir destabilizzato, e questo può coinvolgere persone che non hanno nessuna responsabilità. Bisognerebbe quindi tacere?

E quando invece non c’è crimine né violazione, ma si viene a sapere di un incontro tra due leader politici: potrebbe creare imbarazzi, ma l’incontro si è tenuto. E allora che fare?

La risposta non la diamo noi, ma l’ha data chiaramente l’inviato in Libano di Le Figaro, George Malbrunot, giornalista che in Francia ha un certo peso: ha pubblicato, eccome se ha pubblicato la notizia dell’incontro a due tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e il capogruppo parlamentare degli Hezbollah. Macron interveniva nei delicati equilibri libanesi, dopo l’esplosione al porto di Beirut, e da una parte assicurava al pubblico di voler spingere per grandi cambiamenti, dall’altra diceva “non sta a me interferire, li avete eletti voi”. Far sapere di quell’incontro poteva avere conseguenze spiacevoli per gli interessi francesi.

E se Malbrunot ha dato la risposta dal punto di vista del giornalista, pubblicando, Macron l’ha data dall’altro punto di vista, quello del governante. Eccola:

“Quello che ha fatto – dice Macron – tenuto conto della sensibilità del tema, tenuto conto di quello che Lei sa della storia di questo Paese, è irresponsabile. Irresponsabile per la Francia, irresponsabile per gli interessati qui, e grave da un punto di vista deontologico”.

Lascio a voi il giudizio, mi limito a dire che dal punto di vista deontologico assolverei Malbrunot perché la questione è sempre difficile e si pone nei due sensi, dell’interesse politico e di quello dell’informazione, ma è normale che per un giornalista prevalga il secondo. A maggior ragione se il giornalista non è un dipendente pubblico.

D’altra parte non è la prima volta che Macron in Medio Oriente si lascia andare a reazioni suscettibili di attirare l’attenzione. Nel gennaio scorso, per esempio, se l’era presa con il servizio di sicurezza in Israele, e tra le fila dell’opposizione in Francia non manca chi sospetta che la cosa sia deliberata, proprio per distogliere l’attenzione dai problemi francesi e sottolineare un certo protagonismo internazionale.

D’altra parte la scena di gennaio ha ricordato a molti quella di molti anni prima, con protagonista Jacques Chirac. E sono in molti a rilevare una certa tendenza all’imitazione dei predecessori, da parte di Macron.

Qui le reazioni, dal Rassemblement National al Partito Socialista: entrambi i commentatori parlano di messa in scena:

https://youtu.be/S1I0bYWHQ34

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento