Pasta e grano

Nei mesi di lockdown è cresciuto a dismisura il consumo di pasta, e nello stesso tempo fattori logistici, politici e meteorologici concorrevano all’incremento dei prezzi del grano.

Negli scorsi giorni, tutti i principali attori della filiera si sono riuniti nel durum days (un solo giorno, il nome plurale si giustifica con diverse giornate nel corso dell’anno) e il quadro è decisamente a tinte fosche: da una parte le scorte di grano duro mondiale che continuano a calare, dall’altra il blocco dell’export deciso dalla Russia (almeno per il semi-lavorato), e poi ancora condizioni meteorologiche non favorevoli in Europa hanno fatto lievitare i prezzi negli ultimi mesi (+25% a fine marzo rispetto allo scorso anno), proprio mentre nella grande distribuzione crescevano – tra marzo e aprile – del 24% gli acquisti di pasta. Con picchi fino a +40% a fine marzo, anche se dalla fine di aprile si è visto un brusco rallentamento, fino a – 10% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tutta la filiera è riuscita a far fronte al picco della domanda, ma questo ha causato una serie di problematiche che hanno comportato una lievitazione dei costi di produzione.

Uno studio presentato da Areté parla di una fase di forte imprevedibilità per l’immediato futuro, con stime di ulteriore riduzione degli stock mondiali di grano duro (stima al – 27%). Il rallentamento del consumo delle famiglie dovrebbe essere gradualmente compensato dalla ristorazione, azzerata in questi mesi di chiusura.

In sintesi: prezzi relativamente stabili in questi giorni di fine maggio, vicini ai 300€ a tonnellata per il gran duro nazionale, dopo i rincari degli ultimi mesi; ma la fase di stabilità è dovuta in particolar modo al mancato consumo della ristorazione, mentre si è fortunatamente arrestata l’impennata del consumo domestico. Restano le principali ragioni di incertezza, anche se le piogge in Argentina e Australia favoriscono un ribasso del gran estero (l’import copre quasi il 50% de fabbisogno italiano). In leggero calo i prezzi del grano duro nazionale biologico.

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